I rischi durante la gravidanza: la Toxoplasmosi

donna incinta

La toxoplasmosi è, senza dubbio, una delle preoccupazioni maggiori durante i 9 mesi della gravidanza. Per chi, infatti, non ha contratto in precedenza questo virus è necessario eseguire periodiche analisi del sangue per escluderne la presenza in gravidanza. I rischi per il feto, infatti, possono essere molto elevati. Del resto la toxoplasmosi è ben più diffusa di quanto si possa pensare. Basti pensare che in Italia circa il 60% delle persone (sia uomini che donne) hanno contratto questa infezione. Questo significa che è facile prenderla in gravidanza? Certo che no, basta seguire alcune regole di comportamento. Questo vale in particolare per l’alimentazione e per le verdure. Scopriamo perchè proprio le verdure possono essere responsabili della contrazione del virus.

Il Toxoplasma Gondii

pancia di donna incintaQuando si parla di Toxoplasmosi si pensa immediatamente ai gatti. Questi sono visti, nell’immaginario comune, come gli “untori” per eccellenza del virus. In realtà la Toxoplasmosi è causata dal Toxoplasma Gondii, un batterio che vive nello stomaco degli animali a sangue caldo. Tra questi, quindi, anche i ruminanti. Il batterio prolifera nello stomaco dell’animale e genera piccole uova che vengono espulse con le feci. Proprio quest’ultime, come facile intuire, possono contaminare campi dove sono coltivate le verdure. Per questo è importante lavarle bene prima di mangiarle. Questo vale se consumate crude ma le accortezze sono da usare sempre anche quando si cucinano.

I sintomi della toxoplasmosi

La maggior parte di coloro che hanno contratto il virus non sanno nemmeno di essere stati infettati. Questo perchè non esistono sintomi specifici per la toxoplasmosi, mentre possono essere confusi con quelli di un generico stato di malessere o di un principio di influenza. Tra i sintomi rientrano infatti:

  • Stanchezza cronica. Come facile capire questa è una condizione che riguarda anche le prime settimane di gravidanza, quindi potrebbe essere facilmente confusa;
  • Mal di testa e vertigini, condizioni solitamente transitorie;
  • Linfonodi ingrossati sul collo;

E’ quindi molto difficile riuscire a capire se si è contratto il virus semplicemente basandosi sull’analisi dei sintomi.

Il Toxo Test

virus toxoplasmosiLe donne in gravidanza, fin dalle prime settimane, devono sottoporsi al cosiddetto Toxotest. Si tratta di un comune prelievo di sangue finalizzato a rintracciare la presenza di due diverse immunoglobuline. La igM attesta che la malattia è in corso mentre la igG che si è contratta in passato ma si è guariti. La cosa importante da sottolineare, infatti, è che non è possibile contrarre l’infezione più di una volta. L’organismo sviluppa, infatti, un sistema di difesa che rende impossibile contrarre nuovamente l’infezione. Per questo motivo le donne in gravidanza che hanno avuto la Toxoplasmosi hanno sicuramente una preoccupazione in meno.

Vediamo quali possono essere i risultati del Toxo Test:
1)  igM e igG negativi: non si è mai contratta la toxoplasmosi ma l’infezione non è in corso al momento dell’esame. In questo caso è necessario seguire alcune semplici regole di comportamento (che vedremo poco sotto) per evitare di contrarre l’infezione;
2)  igM e igG positivi: si è contratto la Toxoplasmosi in passato e si è guariti. La condizione migliore per una donna in gravidanza! Potrà, infatti, avere una preoccupazione in meno per lo sviluppo del feto;
3)  igM positivo e igG negativo: purtroppo la patologia è in atto. E’ necessario rivolgersi immediatamente al medico.

Rischi per il bambino

La toxoplasmosi, come anticipato, può creare gravi danni al feto. Questi sono maggiori nelle prime settimane / mesi di sviluppo, mentre tendono a diminuire con l’evolversi della gravidanza quando il bambino acquisice maggiore capacità di resistenza. Abbiamo detto che diminuiscono, non che vengono meno. Contrarre la toxoplasmosi in gravidanza è sempre un rischio. In particolare nel primo trimestre può portare a un aborto spontaneo, mentre nel secondo e terzo trimestre può causare problemi neurologici, malformazioni o cecità. Per questo motivo il medico, se accertata l’infezione, richiederà un esame invasivo per valutare la salute del feto (Amniocentesi o Villocentesi) oltre che ecografie morfologiche di secondo livello.

Consigli utili per l’alimentazione

Ecco alcuni consigli utili per evitare l’infezione:

  • Verdura. Da preferire la verdura cotta ma, se volete mangiarla cruda (ad esempio una buona insalata), è necessario lavarla accuratamente con amuchina o bicarbonato di sodio;
  • Carne. Da mangiare molto cotta, dimenticate per qualche mese una tagliata al sangue;
  • Insaccati da evitare. Sono consentiti Mortadella e Prosciutto cotto;
  • Niente pesce fresco. Anche in questo caso sarà un arrivederci al tanto amato sushi;
  • Non buttate fuori di casa il gatto. E’ semplicemente necessario prestare alcune attenzioni. Se dovete pulire la lettiera utilizzate i guanti o, ancora meglio, fatelo fare al vostro compagno!

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