Quale temperatura mantenere in casa per conseguire un reale benessere abitativo

Quale temperatura mantenere in casa per conseguire un reale benessere abitativo

Quando parliamo del concetto di “benessere abitativo” ci riferiamo ad un livello di condizione psico-fisica che permette alla persona che abita in un appartamento di rimanere in condizioni ottimali durante tutto l’arco della giornata.

L’obiettivo che ci poniamo è senza dubbio quello di massimizzare questo livello di confort, ma come è possibile arrivarci?

Di sicuro molto importante è che in un appartamento ci sia il giusto spazio per poter vivere senza sentirsi in qualche modo oppressi; in questo senso, anche la presenza di spazi aperti come terrazzi o piccoli giardini, ma anche una zona living particolarmente grande può contribuire in questo senso.

Oltre all’uso ottimale dello spazio, ci sono anche altri aspetti da non sottovalutare, come ad esempio il livello ottimale della temperatura interna e quello relativo all’umidità.

Temperatura e livello ottimale di umidità in casa

temperatura ottimale in casa tutto l'annoNon possiamo stabilire con precisione un valore che vada bene in modo indistinto per ogni casa, ma è ormai assodato che una temperatura ottimale è da considerarsi quella intorno ai 20 gradi centigradi, con qualche piccolo distinguo.

Mentre aree come la zona living possono rimanere intorno a questo livello medio, è consigliabile mantenere una temperatura leggermente più bassa in cucina, zona della casa che si mantiene sempre abbastanza calda grazie alle quotidiane operazioni di cottura, ma anche in camera da letto; in questo caso il mantenere una temperatura intorno ai 17 gradi è consigliabile per prevenire dei possibili disturbi, anche di tipo circolatorio.

Passando al discorso relativo all’unidità, un livello ottimale in casa è sicuramente da considerarsi un 45-50%, ritenuto ottimale per la nostra salute.

Attenzione quindi agli estremi! Ritrovarsi in un ambiente con un livello di umidità che si aggira intorno al 70-80% può creare dei problemi importanti al nostro organismo, alterando soprattutto il livello di percezione del caldo (sensazione di afa) in estate e del freddo (sensazione di umido che entra nelle ossa) durante l’inverno. Un altro estremo dannoso è un livello di umidità pari al 20-30%; in questo caso l’aria tende ad essere troppo asciutta e i problemi maggiori in questo caso possono riguardare una sensazione di secchezza in bocca, ma soprattutto alle vie respiratorie, con la possibilità di avere una sensazione di difficoltà a respirare ed un possibile rischio di infiammazioni.

Poiché è molto importante cercare di mantenere un livello ottimale di temperatura interna e di umidità, non sono pochi i casi in cui si eccede con l’utilizzo di condizionatori durante l’estate e di sistemi di riscaldamento durante l’inverno.

Il rischio, con un errato utilizzo di questi, è quello di incorrere in problematiche quali irritazioni cutanee, mal di testa e problemi respiratori. L’utilizzo eccessivo degli stessi genera anche un ulteriore problematica, ossia quella dell’elevato consumo di energia, che può portare ad una bolletta davvero cara alla fine del mese.

In questo caso trovare la giusta quadratura, che permetta di massimizzare il livello di confort abitativo e perseguire il risparmio energetico è quanto mai difficile; quali possono essere le soluzioni?

Soluzioni per massimizzare il livello di confort abitativo

mantenere un livello elevato di benessere abitativoSe vi apprestate ad acquistare un’abitazione che è ancora in fase di progettazione e costruzione, la situazione è sicuramente tutta a vostro vantaggio in quanto avrete modo di concordare preventivamente le soluzioni più adatte per ottenere un buon livello di isolamento termico e di risparmio energetico (utilizzo di caldaie a condensazione unitamente a sistemi di riscaldamento a pavimento, ma anche l’utilizzo di pannelli fotovoltaici… non sono poche le soluzioni implementabili).

Se abitiamo, invece, in una casa con parecchi anni sulle spalle, sicuramente la situazione si fa più complessa, ed in questo caso la soluzione migliore resta quella di apportare, ove possibile, dei correttivi che permettano di migliorare il nostro livello di benessere abitativo.

Oggi giorno una valida soluzione è rappresentata dalla realizzazione di interventi che riescono a garantire un adeguato livello di isolamento termico.

Una casa ben coibentata permette di minimizzare le dispersioni termiche di calore verso l’esterno e di creare una barriera termica tra interno ed esterno, che permetta di conservare maggiormente il caldo in inverno ed il fresco d’estate.

La diretta conseguenza di possedere una casa ben isolata termicamente è che non si dovrà utilizzare troppo a lungo i riscaldamenti ed i condizionatori, mantenendo una temperatura abbastanza stabile in modo del tutto naturale, sia nei periodi più caldi che in quelli più freddi.

Ne deriva, così, un notevole risparmio energetico che si ripercuoterà sulla bolletta energetica, perfetto per noi che abbiamo sicuramente già molte spese mensili da affrontare, ma ideale anche per l’ambiente esterno, che rispetteremo grazie alle nostre minori emissioni!

Interventi di isolamento termico possibili per massimizzare il nostro benessere abitativo

Se si decide di optare per un intervento di isolamento termico si può puntare su due diverse soluzioni; la prima prevede l’inserimento di un cappotto termico esterno, composto da una serie di materiali che vengono applicati sulla facciata esterna dell’edificio, garantendo in tempi rapidi un ottimale livello di isolamento termico (parleremo di sistema a cappotto nel momento in cui tutti i principali componenti che lo compongono, come i pannelli isolanti, le colle e rivestimenti, sono composti da materiali testati e certificati). Nonostante si riveli un metodo valido, il cappotto termico è spesso di difficile realizzazione, in parte per i costi elevati di installazione ed in parte per le problematiche relative ai permessi da ottenere per lo sblocco dei lavori.

In un condominio, ad esempio, non è possibile realizzare questo tipo di lavoro se non si hanno i permessi di tutti quelli che vi abitano al loro interno (e sappiamo come difficilmente si riesca a raggiungere l’unanimità in questi casi), e anche nel caso di un edificio ritenuto di particolare valore storico si devono ottenere dei permessi speciali da parte del Comune nel quale è situato l’edificio.

Se desiderate ottenere un intervento di isolamento termico che garantisca dei buoni risultati e che scongiuri il dover attendere lo sbroglio delle varie lungaggini burocratiche, si può optare per la seconda soluzione possibile, che prevede l’intervento di isolamento delle pareti interne (in particolare delle intercapedini) attraverso la metodologia dell’insufflaggio (comprendiamo che possa trattarsi di un argomento difficile da comprendere percui, oltre alla seguente spiegazione ti rimandiamo anche ad un approfondimento più completo sul metodo dell’insufflaggio).  

Le intercapedini altro non sono che degli spazi vuoti presenti tra le tamponature dei muri perimetrali di una casa; originariamente pensati come rudimentale metodo di isolamento termico, si trovano frequentemente in tutti quegli edifici costruiti 20-30 anni fa.

La problematica maggiore delle intercapedini è proprio quella del vuoto che si ha tra le due tamponature.

Se troppo grande rischia di non generare alcun tipo di isolamento, anzi! Se per spessori di vuoto limitati pari a 2-3 centimetri, si possono ottenere anche dei risultati positivi in tal senso, la cosa cambia progressivamente con spessori sempre maggiori (esistono molte intercapedini con spessori oltre i 6 centimetri, ma se ne possono anche trovare di ben oltre 30 centimetri). In questo caso l’aria contenuta dall’intercapedine non riesce a creare un isolamento, ma porta alla formazione di moti convettivi, reali correnti d’aria che favoriscono un’elevata dispersione termica.

Come si realizza un intervento di insufflaggio delle intercapedini

Realizzare un intervento di insufflaggio proprio all’interno dell’intercapedine, permette di ridurre al minimo questa dispersione. Il materiale isolante che si andrà ad inserire, permetterà la creazione di una vera e propria barriera termica che consentirà di conservare meglio il calore durante l’inverno ed il fresco in estate, permettendo il raggiungimento di un reale confort abitativo ed un risparmio energetico ideale.

L’insufflaggio può essere spiegato correttamente seguendo questi punti:

  • Si tratta di una tecnica che può essere realizzata sia all’interno dell’appartamento, sia al suo esterno, dipende sapere quale parte necessita di essere ritinteggiata
  • Può essere realizzato in una singola giornata lavorativa, sia nel caso di un intervento più grande di ristrutturazione, sia nel caso in cui non ci siano altri interventi previsti e la casa sia regolarmente abitata (con un’opportuna preparazione della stanza nella quale è presente la parete con intercapedine, con copertura della mobilia e del pavimento, liberazione degli spazi da elementi di ingombro)
  • Si parte con una fase iniziale di foratura della parete da considerare, con la creazione di un reticolo di fori equidistanti tra di loro e con diametro uguale
  • Si procede con l’intervento di insufflaggio vero e proprio, che prevede l’inserimento di un prodotto apposito (solitamente schiume isolanti). Tramite una macchina insufflatrice si parte inserendo il prodotto dal basso verso l’alto, fino al completo riempimento dei fori (basterà vedere la fuoriuscita del prodotto per capire che l’intervento è pressochè terminato)
  • Il materiale che viene inserito tende a solidificare in poco tempo e a non lasciare residui (oltre ad essere atossico e rispettoso dell’ambiente), generando un buon livello di isolamento termico nel breve periodo, cosa non così scontata
  • L’operazione termina con la chiusura e rasatura dei fori, oltre alla pulizia finale di tutto l’ambiente. In poche ore la stanza sembrerà tornata al suo aspetto originale
  • L’insufflaggio non prevede alcun tipo di permessi comunali e quindi può essere realizzato in totale autonomia, a differenza dell’isolamento con cappotto termico

Se avrete realizzato un intervento di isolamento termico con insufflaggio ben fatto, avrete modo di:

  • Guadagnare in poco tempo dagli 1 ai 4 gradi centigradi, con un miglioramento della temperatura interna e del benessere abitativo
  • Guadagnare in bolletta energetica, grazie al minor consumo di energia necessaria per riscaldare e raffreddare la casa
  • Ottenere un risparmio energetico che garantisce anche un aumento del livello di certificazione energitica del proprio appartamento (attestare che la nostra casa rispetta l’ambiente e non consuma un’eccessiva quantità di energia permette di far lievitare il valore stesso dell’immobile, aspetto da non sottovalutare se si decide per una vendita futura dello stesso)
  • Si può inoltre usufruire di una serie di incentivi, come le detrazioni fiscali previste per inteventi volti al conseguimento del risparmio energetico (pari al 65% della spesa totale, per un limite massimo di 95.000 euro di spesa complessiva).

 

 

 

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